Nonostante giornali e riviste continuino a parlare del turismo odontoiatrico, la rischiosa pratica che porta pazienti italiani, attratti da tariffe apparentemente vantaggiose, a farsi curare all’ estero intraprendono questi veri e propri viaggi della speranza è sempre meno praticata.
I principali rischi che si hanno rivolgendosi all’estero per farsi realizzare protesi dentali o altre cure sono la qualità dei materiali utilizzati e la difficoltà di capire se questi sono certificati, il rispetto dei tempi clinici troppo affrettati (soprattutto per l’implantologia e la protesi), il rischio che i dentisti che vi curano non siano qualificati e la difficoltà di rivalersi verso la struttura che vi ha curato se il lavoro vi ha creato problemi. Infatti in caso di insuccesso, che comunque in odontoiatria si manifesta dopo anni dal termine della cura, i pazienti sono costretti ad intentare una causa estera, sempre che lo studio sia ancora in attività.
Inoltre ci sono poi i disagi oggettivi legati al viaggio e alla necessità di soggiornare per un certo periodo oltre confine. Problemi che poi si ripresentano in caso di controlli o di problemi.

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