Qual è la situazione della salute orale in Italia,rispetto agli altri paesi europei?

L’ultimo dato nazionale che abbiamo è del 2007,che includeva circa 12.000 bambini ed 8.000 ragazzi.

Il valore DMFT (Decayed Missing Filled Teeth- Denti cariati, mancanti, otturati) nel bambino

era 1,09, che è un dato sovrapponibile all’Europa.Nel 1996 questo stesso valore era 4. Gli adolescenti

hanno un peggioramento di questo indice DMFT,che arriva anche a 1,7. Tuttavia, anche questo dato

è in diminuzione rispetto al 1996. Quindi la salute orale è migliorata, in Italia. Dobbiamo fare due

considerazioni: questo è un dato medio, ma in Italia c’è un’eterogeneità enorme, in certe regioni del

sud il DMFT è anche 4, mentre in altre del centro Italia è 0,3. Poiché il DMFT mette i dati assieme,

può darsi che il dato sia uguale, per esempio, tra noi e la Scandinavia, però nella Scandinavia quel

numero era costituito più che altro da denti otturati mentre da noi principalmente da denti cariati.

La terapia intercettiva è, infatti, più efficace nel Nord Europa che in Italia.

Sul lato gengivale abbiamo poi la parodontite, una vera e propria epidemia silenziosa che colpisce

nelle sue formi gravi il 12% della popolazione ma se consideriamo anche i quadri lievi e moderati si

arriva circa al 50% sopra i 35 anni di età.Entrambe le patologie con la corretta prevenzione,

quali giuste tecniche d’igiene orale, corretta alimentazione e stile di vita, sarebbero in buona

parte arginabili.

Perché la salute orale è tanto diversa tra le varie

regioni italiane?

Perché l’Italia è un paese di mille opinioni diverse,in cui vi è molta eterogeneità nel creare e gestire

programmi di prevenzione primaria delle patologie del cavo orale.

L’educazione è fondamentale e va fatta in fase scolastica.Del resto le raccomandazioni ministeriali

forniscono importanti informazioni sulla prevenzione.Queste strategie devono ovviamente poi

essere recepite a livello locale per essere sviluppate.In Toscana abbiamo il “progetto odontoiatria”

della Regione Toscana, che sta partendo adesso e che ha un grande focus sulla prevenzione in età

scolastica e prescolare, fin dalla gravidanza. C’è un riconoscimento nazionale dell’importanza

della prevenzione ma non esiste un programma nazionale coordinato.

Ovviamente, oltre alle corrette manovre d’igiene orali, l’alimentazione ha un peso significativo. La dieta mediterranea è tutto fuorché un problema: ha pochi carboidrati e comunque pochi carboidrati raffinati che, invece, sono fondamentali nello sviluppo della carie. Il problema di fondo è che nelle scuole, nelle palestre ci sono distributori di
merendine e non ci sono distributori di mele, per me cosa assurda.
Forse in parte la responsabilità della poca prevenzione è anche da imputare ad una idea sbagliata molto diffusa, ovvero che le visite dal dentista implichino dolore. Qual è il rapporto dei pazienti, soprattutto i bambini, con la “paura del dentista”?
La paura del dentista dipende da molti fattori che esulano dal professionista e sono anche culturali e, spesso, collegati alle memorie storiche di famiglia. Penso al caso dei bambini: spesso sono i nonni o i genitori ad aver paura mentre i bambini affrontano le cure in modo sereno. È esperienza clinica quotidiana che se il bambino capisce ed è
d’accordo, ti lascia fare procedure che un adulto non ti farebbe mai fare a causa del suo bagaglio di convinzioni e ricordi che lo portano ad associare il dentista al dolore. Il bambino di oggi spesso non si presenta con l’idea che il dentista provochi dolore,
quindi è compito del professionista cercare di gestire i piccoli pazienti per sviluppare nel futuro un paziente modello.

Che cos’è la parodontite?
La parodontite, un tempo chiamata piorrea o gengivite espulsiva, è una patologia infiammatoria dei tessuti gengivali a genesi batterica. I batteri responsabili sono presenti in tutti noi ma solo una porzione, significativa, della popolazione ne
risulta suscettibile. Quando la placca batterica si accumula i primi soggetti sviluppano solo un’infiammazione superficiale, la gengivite, mentre nei secondi la reazione infiammatoria è così forte da determinare una distruzione dei tessuti gengivali.
È una malattia importante perché colpisce una porzione così ampia della popolazione, è una delle principali cause di perdita dentaria ed è associata a numerose patologie sistemiche e ad un significativo peggioramento della percezione della qualità
di vita. Ciò che è importante è che, tuttavia, è una patologia dove sicuramente la prevenzione può fare molto e la terapia è efficace.

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